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Toscana: Chianti e Val d'Orcia

Un weekend tra vino, borghi e terme

3 giorni

Tre giorni in auto nel cuore della Toscana: i vigneti e i borghi del Chianti Classico, poi le colline color oro della Val d'Orcia con i suoi cipressi, il Brunello di Montalcino, il pecorino di Pienza, il Vino Nobile di Montepulciano e un finale di puro relax nelle terme libere. Un assaggio concentrato della Toscana più autentica, perfetto per un lungo weekend.

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Toscana: Chianti e Val d'Orcia — Italia

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Giorno 1 di 3

Il Chianti Classico

Vigneti, borghi medievali e castelli del vino

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Programma completo dell'itinerario

Programma giorno per giorno dell'itinerario di 3 giorni in Toscana.

Giorno 1 — Il Chianti Classico

Si parte presto: in mattinata si entra nel Chianti, la zona collinare tra Firenze e Siena, cuore verde della Toscana fatto di vigneti, oliveti, boschi di lecci e borghi di pietra. È una giornata piena: se preferite un ritmo più lento, scegliete due borghi e dedicate il resto alle cantine. La strada da percorrere è la panoramica Chiantigiana (SR222).

  • 📍 Montefioralle — Minuscolo borgo fortificato a forma di ellisse arroccato sopra Greve, tra i più belli d'Italia: un unico anello di vicoli acciottolati stretto attorno alla chiesa di Santo Stefano, con case in pietra, archi e viti che si arrampicano sulle facciate. Si gira in pochi minuti, ma il colpo d'occhio sui vigneti del Chianti resta impresso. Poi si scende a piedi verso Greve, la cittadina che gli sta ai piedi.
  • 📍 Greve in Chianti — La porta d'ingresso del Chianti, con la sua scenografica Piazza Matteotti a forma di triangolo, circondata da portici irregolari, enoteche e botteghe di prodotti tipici. È il posto migliore per immergersi nell'atmosfera del Chianti Classico, identificato dal celebre Gallo Nero, e per una prima degustazione in una delle enoteche storiche affacciate sulla piazza. Il sabato mattina c'è il mercato. Da qui si prosegue lungo la panoramica Chiantigiana verso Radda.
  • 📍 Radda in Chianti — Uno dei tre borghi storici del Chianti, sviluppatosi attorno alla trecentesca chiesa di San Niccolò e al maestoso Palazzo del Podestà, con le facciate ornate di stemmi. Si passeggia lungo il camminamento medievale che cinge il centro, tra scorci di vigne, ed è la sosta giusta per un pranzo leggero a base di salumi e Chianti. Poi si scende verso Gaiole, tra castelli e fattorie storiche.
  • 📍 Gaiole in Chianti — Antico borgo-mercato del Chianti senese, oggi base ideale per esplorare castelli e fattorie del vino. A pochi chilometri svetta il Castello di Brolio, feudo dei Ricasoli, dove a metà Ottocento il barone "di ferro" mise a punto la ricetta del Chianti. Poco distante, tra i vigneti, si raggiunge in pochi minuti il Castello di Meleto.
  • 📍 Castello di Meleto — Castello medievale immerso nei vigneti a pochi minuti da Gaiole, con le sue due torri cilindriche e, all'interno, un raffinato teatrino settecentesco. Oggi è una cantina: si visitano le sale storiche e le cantine scavate nella roccia, con degustazione di Chianti Classico e vin santo affacciati sulle colline. Terminata la sosta si punta verso Castellina, ultimo borgo della giornata.
  • 📍 Castellina in Chianti — Borgo di origine etrusca arroccato tra le valli dell'Arbia, della Pesa e dell'Elsa, dominato dalla sua rocca. Il cuore segreto è la Via delle Volte, un suggestivo camminamento coperto medievale ricavato nelle mura, oggi punteggiato di botteghe ed enoteche. Dentro il castello, il piccolo Museo Archeologico del Chianti racconta gli Etruschi della zona. Al tramonto ci si sposta verso l'agriturismo per cena e riposo.
  • 🏨 Hotel Belvedere di San Leonino

Giorno 2 — Val d'Orcia: Vino Nobile e Rinascimento

Dal Chianti si scende verso sud, nella Val d'Orcia: ampia campagna patrimonio UNESCO fatta di crete, file ordinate di cipressi, strade bianche e borghi medievali sulle alture. È la Toscana delle cartoline. Oggi il grande Vino Nobile di Montepulciano, la perfezione rinascimentale di Pienza col suo pecorino, gli scorci iconici di Vitaleta e, a chiudere, la piazza termale di Bagno Vignoni.

  • 📍 Castelnuovo Berardenga — Ultimo lembo del Chianti senese e porta naturale verso la Val d'Orcia: un borgo tranquillo affacciato sulla campagna, con la sua villa ottocentesca e il giardino all'italiana. Una breve sosta mattutina per un caffè prima che il paesaggio si apra sulle crete. Da qui si punta a sud, verso il crinale di Montepulciano.
  • 📍 Montepulciano — Elegante borgo rinascimentale arroccato su un crinale, ai confini tra Val d'Orcia e Val di Chiana, famoso per il Vino Nobile di Montepulciano. Il corso sale ripido tra palazzi nobiliari fino alla scenografica Piazza Grande, perfetto balcone panoramico. Molte cantine storiche scavate nel tufo, sotto il centro, offrono visite e degustazioni del Nobile. Poi si scende tra le crete verso Pienza.
  • 📍 Pienza — La "città ideale" del Rinascimento, voluta da Papa Pio II che trasformò il suo borgo natale in un gioiello armonioso: Piazza Pio II, il Duomo e Palazzo Piccolomini sono patrimonio UNESCO. È anche la capitale del pecorino di Pienza, da assaggiare nelle botteghe del Corso il Rossellino, magari abbinato a un calice di rosso. Una passeggiata lungo i vicoli dai nomi galanti (Via dell'Amore, Via del Bacio) regala scorci sulle colline. Poi si scende verso la stradina dei cipressi più fotografata della Toscana.
  • 📍 Cappella della Madonna di Vitaleta — Una minuscola chiesa bianca incorniciata tra due filari di cipressi su una collina di grano: è forse l'immagine più iconica di tutta la Val d'Orcia. Si raggiunge a piedi da una strada bianca che collega San Quirico d'Orcia a Pienza; non si entra, ma il colpo d'occhio, specie nella luce dorata del tardo pomeriggio, vale la breve camminata. È il momento giusto per le foto. Poi bastano pochi minuti d'auto per il borgo di San Quirico.
  • 📍 San Quirico d'Orcia — Borgo medievale lungo l'antica Via Francigena, raccolto e autentico: si visitano la bella Collegiata romanica dei Santi Quirico e Giulitta, con i suoi portali scolpiti, e gli Horti Leonini, un raffinato giardino all'italiana cinquecentesco. Tutt'intorno il paesaggio è quello da cartolina, fatto di colline, strade bianche e cipressi. A pochi minuti, la piazza d'acqua di Bagno Vignoni chiude la giornata.
  • 📍 Bagno Vignoni — Uno dei borghi più insoliti d'Italia: al posto della piazza principale c'è una grande vasca cinquecentesca colma di acqua termale fumante, la Piazza delle Sorgenti, usata fin dai tempi dei Romani e frequentata da Santa Caterina e Lorenzo il Magnifico. Nella vasca non ci si bagna, ma poco sotto il borgo le pozze libere del Parco dei Mulini offrono acqua calda gratuita affacciata sull'Orcia. Al calare della sera si rientra all'agriturismo per la notte.
  • 🏨 Agriturismo Le Casaline - Val d'Orcia

Giorno 3 — Brunello, abbazie e terme

Ultima giornata, verso ovest e poi il ritorno: il Brunello di Montalcino dalla sua Fortezza, la purezza romanica dell'Abbazia di Sant'Antimo, il panorama di Castiglione d'Orcia e il gran finale di puro relax nelle terme libere di Bagni San Filippo, prima di riprendere l'A1 verso casa. Portate costume, asciugamano e scarpe da scoglio per le terme.

  • 📍 Montalcino — Cittadina di origine etrusca arroccata sugli ultimi colli che degradano verso la Maremma, circondata da boschi e vigneti. Domina il paese la possente Fortezza trecentesca, dai cui camminamenti lo sguardo spazia da Siena fino al Monte Amiata. Qui nasce il Brunello, uno dei rossi più celebri e longevi al mondo: per assaggiarlo basta restare dentro la Fortezza, dove c'è l'enoteca. Sotto il paese, tra i vigneti, attende l'Abbazia di Sant'Antimo.
  • 📍 Abbazia di Sant'Antimo — Immersa in una conca di ulivi e cipressi nella frazione di Castelnuovo dell'Abate, è una delle più pure abbazie romaniche d'Italia, costruita tra l'VIII e il XII secolo. La pietra chiara dell'esterno e la luce che filtra nell'interno a tre navate creano un'atmosfera sospesa, lontana dalla folla; la leggenda la fa risalire addirittura a Carlo Magno. Si risale poi verso il borgo-terrazza di Castiglione d'Orcia.
  • 📍 Castiglione d'Orcia — Piccolo borgo arroccato che fa da terrazza naturale su tutta la valle, dalle pendici del Monte Amiata fino, nelle giornate limpide, al mare. Cuore del paese è la raccolta Piazza Il Vecchietta, dal selciato in pietra, dedicata al pittore qui nato nel Quattrocento; in alto, i ruderi della Rocca Aldobrandesca regalano il panorama migliore ed è il posto giusto per un pranzo con vista. Da qui si scende verso una delle vasche termali più famose della Toscana.
  • 🎯 Fosso Bianco, Bagni San Filippo — Il gran finale del weekend: un sentiero nel bosco scende fino al Fosso Bianco, dove le acque termali sulfuree creano cascatelle e pozze naturali di acqua calda in cui ci si immerge gratuitamente. Domina la scena la "Balena Bianca", una spettacolare formazione di calcare bianco che ricorda il dorso di una balena. L'ingresso è libero (si paga solo il parcheggio): bastano costume, asciugamano e scarpe da scoglio. Rigenerati, si riprende l'A1 verso casa, con la pelle morbida e gli occhi pieni di Toscana.

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