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Austria: Vienna, Salisburgo e il Tirolo

Vienna, Salisburgo, Hallstatt e il Tirolo in treno

9 giorni

Nove giorni sul percorso che ricorre in tutti i diari di viaggio sull'Austria: tre giorni nella Vienna imperiale di Schönbrunn, della Hofburg e dei caffè storici, la gita nella valle della Wachau tra l'abbazia di Melk e i vigneti sul Danubio, Salisburgo con la fortezza e le scene di Tutti insieme appassionatamente, il villaggio da cartolina di Hallstatt sul suo lago, e il gran finale alpino a Innsbruck con la funivia che sale sopra i tetti. Tutto con i treni ÖBB, puntuali e panoramici, e il rientro in Italia lungo la ferrovia del Brennero.

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Austria: Vienna, Salisburgo e il Tirolo — Austria

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Giorno 1 di 9

Arrivo a Vienna

Il Duomo e la prima schnitzel

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Programma completo dell'itinerario

Programma giorno per giorno dell'itinerario di 9 giorni in Vienna, la Wachau, Salisburgo, Hallstatt e Innsbruck.

Giorno 1 — Arrivo a Vienna

Si atterra e si entra nel cuore della città vecchia: la guglia di Santo Stefano, le vie eleganti del centro e la cotoletta più famosa del mondo per cena.

  • ✈️ Vienna — Aeroporto di Vienna-Schwechat (VIE)
  • 📍 Duomo di Santo Stefano — Il tetto di 230.000 tegole smaltate a zig-zag e la guglia gotica di 137 metri — lo 'Steffl', come lo chiamano i viennesi — sono il cuore esatto dell'Austria: qui Mozart si sposò e qui fu celebrato il suo funerale. Dentro, il pulpito di pietra con le lucertole che si rincorrono; sopra, 343 gradini portano alla torre sud per il primo colpo d'occhio sulla città. Usciti sulla Stephansplatz, il Graben coi suoi palazzi e la colonna della peste vi risucchia nel passeggio elegante: la cena è a due isolati.
  • 🍽️ Figlmüller Wollzeile — Dal 1905 'la casa della schnitzel': la cotoletta di Figlmüller deborda dal piatto — 30 centimetri di diametro, battuta sottilissima e fritta in tre padelle diverse — e si accompagna con l'insalata di patate tiepida e un Grüner Veltliner. Prenotate o aspettate in fila nel vicolo, ne vale la pena. È il battesimo viennese perfetto. Poi quattro passi digestivi tra le vie illuminate del centro e a letto presto: domattina si va a corte dagli Asburgo.
  • 🏨 Austria Trend Hotel Europa Wien — Innere Stadt, Vienna

Giorno 2 — Vienna imperiale

La reggia degli Asburgo all'apertura con la vista dalla Gloriette, il palazzo d'inverno con il museo di Sisi, e il pomeriggio nel caffè storico più bello del mondo.

  • 📍 Castello di Schönbrunn — La Versailles asburgica: 1.441 stanze color giallo imperiale dove Maria Teresa governava un impero e un Mozart seienne saltò in braccio all'imperatrice dopo il concerto. Il Grand Tour con audioguida attraversa 40 sale tra specchi, lacche cinesi e la stanza dove morì Francesco Giuseppe. Fuori, il parco è gratuito e immenso: salite alla Gloriette per la vista perfetta sulla reggia con Vienna dietro, e se viaggiate con bambini lo zoo qui è il più antico del mondo. Biglietti online a fascia oraria, sempre. La U4 riporta in centro: il pomeriggio è della Hofburg.
  • 📍 Hofburg — Il palazzo d'inverno è una città nella città: 600 anni di ali e cortili da cui gli Asburgo governarono mezza Europa. Il biglietto combinato copre gli appartamenti imperiali, l'argenteria di corte e soprattutto il Museo di Sisi, che smonta il mito dell'imperatrice infelice pezzo per pezzo — i vestiti da vespa, gli attrezzi da ginnastica, le poesie malinconiche. Accanto, la Scuola di Equitazione Spagnola coi lipizzani (mattinate di allenamento visitabili). Usciti dalla cupola di San Michele, cinque minuti a piedi e vi aspetta un tavolino di marmo sotto volte da cattedrale.
  • 🍽️ Café Central — Sotto le volte neorinascimentali del Café Central hanno scritto e discusso Freud, Trotsky e Stefan Zweig: la cultura del caffè viennese è patrimonio UNESCO e qui si capisce perché — il cameriere in smoking, il bicchiere d'acqua col cucchiaino, il giornale sul bastone di legno, nessuna fretta di alzarsi. Ordinate un Melange con la Apfelstrudel o la Sachertorte (la guerra con l'Hotel Sacher su quella originale dura dal 1832). La fila scorre. Poi passeggiata serale sul Graben illuminato: domani tocca a Klimt e al Danubio blu.

Giorno 3 — Il Bacio e il Prater

Il Bacio di Klimt al Belvedere, pranzo tra i banchi del Naschmarkt e il tramonto dalla ruota panoramica più famosa del cinema.

  • 📍 Belvedere Superiore — Nel palazzo barocco del principe Eugenio abita il quadro più amato d'Austria: il Bacio di Klimt, oro su oro, davanti a cui si resta in silenzio anche quando la sala è piena. Attorno, la più grande collezione di Klimt al mondo (con la Giuditta), gli Schiele tormentati e i Kokoschka. Il giardino alla francese che scende verso il Belvedere Inferiore regala la vista classica su Vienna. Biglietti a fascia oraria. Poi tram fino al mercato dove Vienna mangia da duecento anni: è l'ora giusta.
  • 🍽️ Naschmarkt — Un chilometro e mezzo di banchi tra due viali: il mercato storico di Vienna mescola formaggi di malga, spezie ottomane, falafel, ostriche e i localini dove si pranza spendendo poco in mezzo al via vai. Il sabato si aggiunge il mercato delle pulci. Provate il Käsekrainer (würstel al formaggio) da un banco o un assaggio di sarme, eredità dell'impero multietnico. A fine mercato, le case Liberty di Otto Wagner sulla Linke Wienzeile meritano il collo all'insù. Poi U-Bahn verso il parco dei divertimenti più malinconico e bello del mondo.
  • 🎯 Wiener Riesenrad — La ruota panoramica del 1897, con le cabine di legno rosso grandi come tram, è un giro nella storia del cinema: qui Orson Welles recitò il monologo del Terzo Uomo e qui passa chiunque giri un film a Vienna. Quindici minuti di rotazione lentissima con la città che si stende sotto, perfetti al tramonto. Attorno, il Prater: il parco popolare con le giostre d'epoca, lo skyline delle montagne russe e i castagni del viale Hauptallee. Cena in una Gastwirtschaft del quartiere o allo Schweizerhaus (stinco e birra, da aprile a ottobre). Domani sveglia presto: si naviga il Danubio.

Giorno 4 — La Wachau e Melk

Gita nella valle patrimonio UNESCO: la biblioteca barocca di Melk, la crociera tra i vigneti terrazzati e il borgo di Dürnstein dove fu prigioniero Riccardo Cuor di Leone. Rientro a Vienna in serata.

  • ✈️ Vienna Hauptbahnhof → Melk — Stazione di Melk
  • 📍 Abbazia di Melk — Il monastero benedettino giallo oro che domina il Danubio da uno sperone di roccia è il barocco austriaco al suo massimo: la biblioteca con 100.000 volumi antichi e i globi seicenteschi (Umberto Eco ci ambientò l'apertura del Nome della Rosa: 'Adso da Melk'), la chiesa che gronda ori e la terrazza con la vista sul fiume che state per navigare. I monaci ci vivono ancora e gestiscono una delle scuole più antiche d'Austria. Visita di un paio d'ore, poi si scende al molo: il battello molla gli ormeggi ed entra nella valle dei vigneti.
  • 🎯 Crociera sul Danubio nella Wachau — Un'ora e quaranta di navigazione nel tratto più bello di tutto il Danubio, patrimonio UNESCO: vigneti terrazzati che precipitano nel fiume, villaggi di pescatori con le chiese a cipolla, castelli in rovina su ogni altura e le albicocche della Wachau (la Marillenknödel è il dolce di queste parti) vendute lungo le rive. Si naviga in coperta col bicchiere di Riesling locale in mano. Lo sbarco è ai piedi del borgo più romantico della valle, sotto una torre azzurra.
  • 📍 Dürnstein — Il campanile azzurro e bianco dell'abbazia agostiniana è il faro della Wachau; sopra il borgo, le rovine del castello dove nel 1192 fu imprigionato Riccardo Cuor di Leone di ritorno dalla crociata — lo ritrovò, dice la leggenda, il menestrello Blondel cantando sotto le mura finché il re non rispose. Salita di 25 minuti ripagata dalla vista sull'ansa del fiume. Giù nel borgo, una sola via di botteghe, vinerie e albicocche in ogni forma. Il treno da Krems (bus di raccordo o 40 minuti a piedi tra i vigneti) riporta a Vienna per l'ultima notte: domattina, valigie e Salisburgo.

Giorno 5 — Treno per Salisburgo

Il Railjet attraversa l'Austria in due ore e mezza. Pomeriggio tra i giardini di Tutti insieme appassionatamente, la via delle insegne d'oro e la casa natale di Mozart. Cena dove si mangia dall'803.

  • ✈️ Vienna Hauptbahnhof → Salisburgo Hauptbahnhof — Südtiroler Platz 1, Salisburgo
  • 📍 Giardini di Mirabell — I giardini barocchi del palazzo Mirabell sono il set più riconoscibile di Tutti insieme appassionatamente: la scalinata e la fontana di Pegaso dove Maria e i bambini cantano Do-Re-Mi, le aiuole geometriche e — dietro — i nani di pietra del Zwergerlgarten. Ma la vera magia è la prospettiva: dai gradini, la fortezza di Hohensalzburg incornicia il fondale esattamente dove deve stare. Gratis e sempre aperti. Si attraversa poi il fiume Salzach sul ponte pedonale dei lucchetti, dritti nel labirinto della città vecchia.
  • 📍 Getreidegasse — La via più famosa d'Austria è una galleria di insegne in ferro battuto dorato — perfino McDonald's ha dovuto adeguarsi con un'aquila araldica. Al civico 9, la casa gialla dove nacque Wolfgang Amadeus Mozart nel 1756: il museo conserva il violino dell'infanzia e le lettere, e si visita in un'ora. Tra una vetrina e l'altra, infilatevi nei Durchhäuser, i passaggi segreti tra i cortili che collegano le vie parallele. I Mozartkugel migliori? Quelli artigianali blu-argento della Konditorei Fürst, dove furono inventati. All'ora del tramonto, la cena ha un indirizzo che è un pezzo di storia.
  • 🍽️ St. Peter Stiftskulinarium — Documentato dall'anno 803 — ne scrisse Alcuino, il consigliere di Carlo Magno — è considerato il ristorante più antico d'Europa: si cena nelle sale scavate nella roccia del Mönchsberg, dentro il monastero di San Pietro, dove avrebbero mangiato Colombo e Faust. Cucina austriaca elegante (il Tafelspitz è il piatto bandiera) e le serate-concerto con le arie di Mozart in costume. Prenotazione consigliata. Usciti, il cimitero di San Pietro accanto, con le tombe in ferro battuto sotto la roccia, è il luogo più suggestivo della città by night. Domani si sale alla fortezza.
  • 🏨 Altstadthotel Weisse Taube — Altstadt, Salisburgo

Giorno 6 — Salisburgo dall'alto

La funicolare sale alla fortezza mai espugnata, poi il Duomo dove fu battezzato Mozart e il pomeriggio tra i giochi d'acqua burloni di Hellbrunn. Sera in birreria monastica.

  • 📍 Fortezza di Hohensalzburg — La fortezza più grande d'Europa centrale veglia su Salisburgo da 900 anni e non è mai stata espugnata: i principi-arcivescovi che la abitavano si pagavano gli sfarzi col monopolio del sale — da cui il nome della città. La funicolare sale in un minuto; sopra, le stanze dei principi coi soffitti dorati, il 'Toro di Salisburgo' (l'organo che muggisce sulla città dal 1502) e la vista totale: i campanili sotto, le Alpi dietro. Ridiscesi, la piazza del Duomo è esattamente ai piedi della rupe.
  • 📍 Duomo di Salisburgo — Il primo grande duomo barocco a nord delle Alpi, coi marmi chiari e la cupola che inonda di luce: al fonte battesimale gotico, sopravvissuto alla ricostruzione, fu battezzato il piccolo Wolfgang nel 1756 (e prima di lui, il futuro Joseph Mohr che avrebbe scritto Astro del Ciel). L'organo principale è uno dei cinque su cui Mozart suonò da Konzertmeister. Pranzo veloce in Kapitelplatz accanto alla sfera dorata con l'uomo sopra — la scultura più fotografata della città. Poi il bus 25 porta in venti minuti al palazzo degli scherzi d'acqua.
  • 📍 Palazzo di Hellbrunn — Il principe-arcivescovo Markus Sittikus era un burlone e nel 1615 si costruì la villa degli scherzi: i Wasserspiele sono giochi d'acqua nascosti che bagnano gli ospiti a tradimento — la tavola di pietra dove gli zampilli partono dalle sedie (tutti tranne quella del padrone di casa), il teatro meccanico di 200 figurine mosse dall'acqua, le grotte sonore. La guida aziona gli scherzi e nessuno esce asciutto: d'estate è una benedizione. Nel parco, il padiglione di vetro di Sixteen Going on Seventeen. Si rientra in città per l'ultima sera salisburghese: birra dei monaci sotto i castagni.
  • 🍽️ Augustiner Bräu Mülln — La birreria del monastero agostiniano spilla dal 1621 ed è la più grande d'Austria: si prende il boccale di ceramica dallo scaffale, lo si sciacqua alla fontana e lo si porge al mastro che lo riempie dalla botte di legno. Attorno, le sale fumose e il giardino sotto i castagni; il cibo si compra ai banchi del corridoio — stinco, brezel, rafano fresco grattato al momento. Zero turistificazione: qui beve Salisburgo. Rientro lungo la Salzach illuminata: domani il lago più fotografato del mondo.

Giorno 7 — Hallstatt

Gita nel Salzkammergut: il villaggio tra lago e montagna che ha dato il nome a un'epoca, la miniera di sale più antica del mondo e lo Skywalk sospeso. Rientro a Salisburgo in serata.

  • ✈️ Salisburgo Hauptbahnhof → Hallstatt Lahn — Lahnstraße, Hallstatt
  • 📍 Hallstatt Marktplatz — Case di legno color pastello strette tra il lago immobile e la montagna verticale: Hallstatt è così fotogenica che in Cina ne hanno costruito una replica in scala reale. La piazzetta del mercato, la chiesa protestante col campanile a matita (quella della foto), l'ossario con 600 teschi dipinti nella cappella di San Michele e gli scorci dal 'punto cartolina' a nord del paese. Patrimonio UNESCO con 800 abitanti e milioni di visitatori: arrivare presto cambia tutto. Quando la folla monta, si sale in funicolare dove il sale ha fatto la storia.
  • 🎯 Salzwelten Hallstatt — La miniera di sale più antica del mondo: qui si scava da 7.000 anni, e i reperti dell'età del ferro trovati nel monte hanno dato il nome a un'intera epoca, la 'civiltà di Hallstatt'. La funicolare sale al belvedere Skywalk — una passerella a sbalzo 350 metri sopra i tetti del villaggio, la foto definitiva sul lago — poi la visita in miniera con le tute da minatore, gli scivoli di legno dei minatori (65 metri, si toccano i 30 all'ora) e il lago salino sotterraneo illuminato. Due ore e mezza tra brivido e archeologia. Ridiscesi, l'ultimo gelato sul lungolago e i bus riportano a Salisburgo: domani le Alpi vere.

Giorno 8 — Innsbruck

Treno nel cuore del Tirolo: la città vecchia col Tetto d'Oro, e nel pomeriggio la Nordkette — dal centro ai 2.000 metri in mezz'ora di funivia. Cena tirolese sotto i portici.

  • ✈️ Salisburgo Hauptbahnhof → Innsbruck Hauptbahnhof — Südtiroler Platz 1, Innsbruck
  • 📍 Tetto d'Oro — Il balcone coperto da 2.657 scandole di rame dorato fu il palco imperiale di Massimiliano I: da qui l'imperatore guardava i tornei nella piazza, e il tetto scintillante era il suo modo di dire all'Europa che i soldi non gli mancavano (li doveva ai Fugger di Augusta, ma questo è un dettaglio). Attorno, la Altstadt color pastello con le facciate affrescate della Helblinghaus e i portici medievali. Salite i 148 gradini della Torre Civica per il colpo d'occhio: la città sotto, la Nordkette che incombe sopra — ed è esattamente lì che si va nel pomeriggio.
  • 🎯 Seegrube — Nessun'altra città europea ha una funivia così: si parte dalla stazione futurista di Zaha Hadid in pieno centro e in mezz'ora — funicolare Hungerburg più due tronchi di cabinovia — si è ai 1.905 metri della Seegrube, coi tavolini della terrazza sospesi sopra la valle dell'Inn e le aquile che girano in termica. Chi vuole sale ancora fino all'Hafelekar (2.269 m), affacciato sul parco naturale del Karwendel: due passi sul crinale e il silenzio è totale. Si scende col tramonto che indora la valle, dritti verso una cena tirolese sotto i portici.
  • 🍽️ Stiftskeller Innsbruck — Nelle sale volte dell'antico convento (e nel grande giardino-birreria d'estate) si chiude il viaggio con la cucina tirolese vera: Tiroler Gröstl — il padellone di patate, speck e uovo nato come piatto del giorno dopo — canederli in brodo, e il Kaiserschmarrn strapazzato con la composta di prugne per finire. Birra Augustiner alla spina e atmosfera da Gasthaus senza fronzoli. Due passi finali lungo l'Inn coi palazzi colorati di Mariahilf illuminati sull'altra riva: domani si attraversano le Alpi per tornare a casa.
  • 🏨 Altstadthotel Weisses Kreuz — Altstadt, Innsbruck

Giorno 9 — Maria-Theresien-Straße e rientro

Colazione tirolese, la via elegante con la Nordkette di fondale e il treno che scavalca il Brennero verso l'Italia. Nove giorni d'Austria chiusi in bellezza.

  • 📍 Maria-Theresien-Straße — L'ultima passeggiata è sulla via più scenografica del Tirolo: i palazzi barocchi pastello, la colonna di Sant'Anna al centro e — alzando gli occhi oltre i tetti — la parete della Nordkette che chiude la prospettiva come un fondale dipinto. Un caffè ai tavolini, l'Arco di Trionfo di Maria Teresa in fondo alla via, gli ultimi acquisti di speck e marmellata di mirtilli rossi. Poi si recupera la valigia: il binario per l'Italia aspetta a dieci minuti a piedi.
  • ✈️ Innsbruck Hauptbahnhof → Verona Porta Nuova — Piazzale XXV Aprile, Verona

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