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Cicladi, isola dopo isola

Atene, Mykonos e Delo, Naxos, Paros e Santorini in traghetto

12 giorni

Dodici giorni nel cuore dell'Egeo, sull'itinerario di traghetti che ricorre in quasi tutti i diari di chi fa island hopping nelle Cicladi: un giorno ad Atene per l'Acropoli, poi via in barca tra le case bianche e i mulini di Mykonos, l'isola sacra di Delo, Naxos la più grande e autentica con i suoi villaggi di montagna, Paros con i porticcioli di Naoussa e Lefkes, e il gran finale sulla caldera di Santorini, tra Oia, i tramonti e le crociere nel vulcano. Un viaggio raccontato isola dopo isola, dove ogni traghetto prepara la successiva e il mare cambia colore a ogni tappa.

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Cicladi, isola dopo isola — Grecia

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Giorno 1 di 12

Arrivo ad Atene

Una sera sotto l'Acropoli prima delle isole

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Costi aggiuntivi

Spese non incluse nelle singole tappe

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Programma completo dell'itinerario

Programma giorno per giorno dell'itinerario di 12 giorni in Atene e le isole Cicladi.

Giorno 1 — Arrivo ad Atene

Si atterra ad Atene e ci si concede una sera di rodaggio nel centro storico, tra le viuzze di Plaka e i tavolini di Monastiraki, con il Partenone illuminato che fa da sfondo. Domani mattina l'Acropoli all'apertura, poi il primo traghetto verso le Cicladi.

  • ✈️ Atene — Aeroporto di Atene Eleftherios Venizelos (ATH)
  • 📍 Plaka — Il quartiere più antico di Atene, ai piedi dell'Acropoli, è il modo dolce per entrare nel viaggio: vicoli stretti, taverne all'aperto, chiesette bizantine tra i negozi e bouganville sui balconi neoclassici. Si gironzola senza meta finché, in fondo a un vicolo, compare il Partenone illuminato. La sera l'aria si rinfresca e la città si accende; da Plaka a Monastiraki sono pochi passi, e proprio lì, tra i tavolini sulla piazza, vi aspetta la prima cena greca.
  • 🍽️ O Thanasis — Istituzione di Monastiraki dal 1964: kebab d'agnello alla brace su pita calda, pomodoro e cipolla, serviti a ritmo serrato ai tavolini che debordano sulla piazza. Conto leggero, niente fronzoli e il via vai di Atene come spettacolo: il battesimo perfetto della cucina greca, da chiudere con uno yogurt al miele. Poi quattro passi all'hotel e a letto presto: domattina si sale sull'Acropoli alla prima ora, prima di imbarcarsi per Mykonos.
  • 🏨 Plaka Hotel — Plaka / Monastiraki, Atene

Giorno 2 — L'Acropoli e il traghetto per Mykonos

Acropoli all'apertura per battere caldo e folla, poi si scende al Pireo e ci si imbarca sul traghetto veloce per Mykonos. Nel pomeriggio si arriva nell'isola dei mulini: sistemazione e prima passeggiata nella Chora al tramonto.

  • 📍 Acropoli di Atene — Si sale tra gli ulivi, si attraversano i Propilei e il Partenone appare tutto insieme, dorato e immenso, terminato nel 438 a.C. e ancora capace di zittire la folla. Accanto, l'Eretteo con la loggia delle Cariatidi sorge dove — dice il mito — Poseidone conficcò il tridente e Atena fece nascere l'ulivo. Arrivate all'apertura, biglietto comprato online: tre milioni di visitatori l'anno non perdonano. Dalla spianata, Atene intera fino al mare — e da quel mare, fra poche ore, salperete. Si scende, si recupera il bagaglio e la metro porta dritti al porto del Pireo.
  • ✈️ Porto del Pireo → Mykonos — Porto Nuovo di Mykonos (Tourlos)
  • 📍 Mykonos Chora — La Chora di Mykonos è un labirinto bianco progettato apposta per perdere i pirati — e oggi i turisti: vicoli che si biforcano, porte e ringhiere dipinte di blu e rosso, bouganville viola e gatti ovunque. Ci si infila senza mappa in Matogianni, la via dei negozi e dei caffè, si sbuca su una piazzetta inattesa, si torna sui propri passi. Quando la luce si fa dorata, tutti scivolano verso il bordo del mare: i mulini a vento e il quartiere di Little Venice aspettano il tramonto. Andateci anche voi, è a due passi.
  • 📍 Mulini di Mykonos (Kato Mili) — Sette mulini a vento bianchi in fila sulla collinetta sopra il porto: nel Cinquecento macinavano il grano sfruttando il meltemi, il vento del nord, e oggi sono la cartolina di Mykonos. Sotto, Little Venice: una fila di case veneziane costruite a filo d'acqua, con i balconi di legno su cui le onde quasi arrivano e i bar che mettono i tavoli sugli scogli. Ci si siede con un bicchiere in mano mentre il sole affonda nell'Egeo e i mulini diventano neri controluce. Poi cena in un vicolo della Chora e a letto: domani sveglia presto, si naviga verso l'isola sacra di Delo.
  • 🏨 Mykonos Chora Apartments — Chora, Mykonos

Giorno 3 — Delo, l'isola sacra

La mattina la gita in barca a Delo, il sito archeologico-isola dove secondo il mito nacquero Apollo e Artemide, deserto e abbagliante. Pomeriggio di mare su una delle spiagge di Mykonos e ultima sera tra i vicoli bianchi.

  • 🎯 Delo — Una barchetta parte dal porto vecchio di Mykonos e in mezz'ora sbarca su un'isola che non è abitata da nessuno se non dalle lucertole: Delo, dove il mito fa nascere Apollo e Artemide e dove per secoli converse l'intero Mediterraneo. Si cammina tra i resti di una città fantasma — la Terrazza dei Leoni, i mosaici delle case dei mercanti, il teatro, il quartiere ellenistico — con il mare tutto intorno e nemmeno un albero per l'ombra (cappello e acqua d'obbligo). Patrimonio UNESCO, è il sito più evocativo delle Cicladi. La barca riporta a Mykonos per pranzo; il pomeriggio è per il mare.
  • 📍 Spiaggia di Paraga — Mykonos è fatta di spiagge per ogni indole, e Paraga è il giusto compromesso: una mezzaluna di sabbia con acqua trasparente, un paio di beach bar rilassati e gli scogli laterali per chi cerca un angolo più quieto. Da qui si raggiungono facilmente in bus o scooter le vicine Platis Gialos e Ornos, se si vuole cambiare. Un pomeriggio di tuffi e ozio, dopo la mattinata tra le pietre di Delo, è esattamente il ritmo giusto delle Cicladi. Al tramonto si rientra nella Chora per l'ultima cena di Mykonos.
  • 🍽️ Kiki's Tavern Mykonos — La taverna più amata e più anti-Mykonos dell'isola: niente insegna, niente elettricità, niente prenotazioni — solo una griglia a carbone sopra la spiaggia di Agios Sostis, un pergolato d'ombra e una fila paziente. Carne e pesce alla brace, insalate dell'orto, vino della casa: la Mykonos vera, quella che resiste accanto a quella patinata. Se la fila è lunga (lo è), una birra fresca aiuta l'attesa con vista mare. Domani si saluta l'isola dei mulini: traghetto verso Naxos, la più grande e verde delle Cicladi.

Giorno 4 — Traghetto per Naxos

Breve traghetto fino a Naxos, l'isola più grande e autosufficiente delle Cicladi. Pomeriggio nella Chora, tra il castello veneziano e il porto, e tramonto alla Portara, la porta gigante del tempio incompiuto di Apollo.

  • ✈️ Porto Nuovo di Mykonos → Naxos — Porto di Naxos (Chora)
  • 📍 Castello di Naxos (Kastro) — La Chora di Naxos sale a spirale dal porto fino al Kastro, la cittadella veneziana costruita nel Duecento da Marco Sanudo: archi che scavalcano i vicoli, stemmi nobiliari sulle porte, la torre e una quiete da paese di campagna che la rende più 'vissuta' delle vicine. Ci si perde nei passaggi coperti, si sbuca su minuscole piazze, si scende verso il porto seguendo i profumi delle taverne. Verso sera ci si avvia sul molo che porta all'isolotto di Palatia: là in fondo, contro il cielo, c'è la Portara.
  • 📍 Portara di Naxos — Una sola porta di marmo, alta sei metri e pesante venti tonnellate, piantata su un isolotto davanti al porto: è tutto ciò che fu costruito di un colossale tempio di Apollo del VI secolo a.C., abbandonato a metà e mai finito. Ci si arriva a piedi sul molo, ci si siede sugli scogli e si aspetta che il sole tramonti esattamente dentro la cornice della porta, con le case bianche della Chora che si accendono d'oro alle spalle. È il rito serale di Naxos, gratis e indimenticabile. Poi giù verso il lungomare per la cena di pesce.
  • 🏨 Elite Suites Naxos — Chora, Naxos

Giorno 5 — I villaggi di montagna di Naxos

Giro nell'entroterra montuoso di Naxos, l'isola più verde delle Cicladi: i villaggi di pietra, le distillerie di kitron, le torri veneziane e il tempio di Demetra in mezzo ai campi. Naxos sazia chi cerca qualcosa oltre la spiaggia.

  • 📍 Halki — Antica capitale di Naxos, nel cuore verde della valle di Tragea — un mare di ulivi secolari e torri veneziane — Halki è un villaggio di case neoclassiche scolorite dal tempo, botteghe di artigiani e una calma profonda. Tappa d'obbligo la distilleria Vallindras, dal 1896, dove si produce il kitron, il liquore al cedro tipico dell'isola: degustazione gratuita dei tre colori (verde, giallo, trasparente). Si gira a piedi in un'ora, tra una chiesetta bizantina e un caffè all'ombra. Poi l'auto sale ancora, verso il villaggio arroccato di Filoti.
  • 📍 Apiranthos — Il villaggio più bello di Naxos, a 600 metri sul fianco del monte Fanari: vicoli interamente lastricati di marmo locale (qui il marmo è così comune che ci si pavimentano le strade), case di pietra, scalinate e archi, e un dialetto che si dice porti ancora tracce cretesi dei profughi che lo fondarono. Le terrazze dei caffè guardano la valle fino al mare. Si passeggia lenti, si compra del miele di timo, si pranza in una taverna a conduzione familiare. Scendendo verso la Chora si devia per i campi di Sangri, dove aspetta un tempio solitario.
  • 📍 Tempio di Demetra (Sangri) — In mezzo a un altopiano coltivato, lontano da tutto, sorge un tempietto di marmo bianco del VI secolo a.C. dedicato a Demetra, dea del raccolto: scelta perfetta, perché qui intorno è tutto grano e ulivi. È stato in parte ricostruito coi suoi pezzi originali, e la solitudine del posto — solo il vento e le cicale — lo rende molto più toccante di tanti siti affollati. Pochi visitatori, ingresso simbolico, mezz'ora di pace assoluta. Poi si rientra verso il mare per un tuffo serale prima della cena nella Chora.

Giorno 6 — Spiagge di Naxos e Koufonisia

Giornata di mare: le lunghe spiagge di sabbia chiara della costa ovest di Naxos — tra le poche sabbiose delle Cicladi — oppure la gita in barca alla minuscola Koufonisia, con le sue calette di acqua trasparente. Ritmo lento, com'è giusto.

  • 📍 Spiaggia di Plaka (Naxos) — La costa ovest di Naxos regala quello che molte isole greche non hanno: chilometri di vera sabbia dorata e fondali bassi. Plaka è la più bella della fila — quattro chilometri di spiaggia ampia, dune con i tamerici, acqua turchese e un mix sano di tratti attrezzati e ampi spazi liberi, dove stendere l'asciugamano lontano da tutti. A nord, le più vivaci Agia Anna e Agios Prokopios, a un quarto d'ora; a sud, le calette selvagge di Aliko tra i cedri. Una giornata di tuffi, ombra dei tamerici e pranzo a un beach bar: l'estate cicladica al suo meglio.
  • 🍽️ Banana Beach Bar Naxos — Pranzo a piedi nudi sulla sabbia di Plaka: insalata greca con la feta di Naxos (l'isola fa formaggi famosi in tutta la Grecia), polpo alla griglia, patate dell'isola, una caraffa di vino bianco fresco e i piedi quasi nell'acqua. I beach bar di questa costa hanno tutti la stessa ricetta vincente — semplicità, ombra e mare a due passi — a prezzi onesti. Dopo, ancora un'oretta di tuffi mentre il sole gira, poi rientro lento alla Chora. Domani si saluta Naxos: traghetto cortissimo verso Paros, l'isola dei porticcioli bianchi.

Giorno 7 — Traghetto per Paros

Traghetto breve fino a Paros. Pomeriggio nella capitale Parikia, attorno alla chiesa bizantina dalle cento porte, e sera nell'incantevole Naoussa, il villaggio di pescatori diventato il salotto delle Cicladi.

  • ✈️ Porto di Naxos → Paros — Porto di Parikia, Paros
  • 📍 Panagia Ekatontapiliani — La 'chiesa dalle cento porte' è uno dei complessi paleocristiani meglio conservati di Grecia: fondata nel IV secolo, la tradizione vuole che abbia 99 porte e che la centesima apparirà quando Costantinopoli tornerà greca. Dentro, la penombra fresca, le icone d'argento, il battistero a immersione del IV secolo e un cortile di pietra che invita alla sosta. È il cuore spirituale di Parikia, a due passi dal porto. Visita breve e raccolta, poi si gira il dedalo bianco del centro e si punta a nord: dieci chilometri e si arriva a Naoussa per il tramonto.
  • 📍 Naoussa — L'immagine da cartolina delle Cicladi: un porticciolo di pescatori con le barche colorate, i resti di un fortino veneziano semisommerso che si raggiunge saltando sugli scogli, e un dedalo di vicoli bianchi alle spalle che la sera si riempie di tavoli, boutique e botteghe. Naoussa è chic ma ancora autentica: i pescatori la mattina vendono il pesce sul molo, i ristoranti la sera lo cucinano a pochi metri. Ci si siede al porto con un'ouzo mentre il sole cala dietro le barche. A pochi minuti, le spiagge di Kolymbithres con gli scogli scolpiti dal vento.
  • 🏨 Naoussa Hotel Paros by Booking Kottas — Naoussa / Parikia, Paros

Giorno 8 — Lefkes, Antiparos e le spiagge

Mattina nel villaggio montano di Lefkes, poi traghettino di pochi minuti per la vicina Antiparos, isola minore tranquilla con il castello veneziano e le spiagge. Pomeriggio di mare e ultima sera a Naoussa.

  • 📍 Lefkes — Arroccato sulle colline interne di Paros, Lefkes fu la capitale dell'isola quando i pirati rendevano pericolosa la costa: un grappolo di case bianche, campanili di marmo e vicoli a gradoni così intricati da confondere apposta gli assalitori. Oggi è un gioiello silenzioso di bouganville, fontane e gatti, con un paio di caffè ombrosi affacciati sulla valle che scende al mare. Da qui parte la 'Via Bizantina', l'antico sentiero lastricato di marmo che collega Lefkes a Prodromos. Una passeggiata, un caffè freddo e poi giù verso il porto: ad Antiparos si arriva con un traghetto di sei minuti.
  • 📍 Antiparos — Il nome significa 'di fronte a Paros', e basta un traghettino per cambiare ritmo: Antiparos è la versione piccola, lenta e scalza della vicina. La Chora è un'unica via bianca con un castello veneziano del Cinquecento nascosto al centro, le case costruite attorno alle mura come in un guscio. Si pranza al porto con il pesce del giorno, si fa il bagno in una delle calette tranquille a pochi minuti, e chi ha tempo scende nella grande grotta delle stalattiti nell'entroterra. È l'isola che molti viaggiatori finiscono per amare più di Paros. Nel tardo pomeriggio si torna a Naoussa per l'ultima sera.
  • 🍽️ Taverna Glafkos Naoussa — Ultima cena di pesce al porto di Naoussa, con i tavoli quasi sull'acqua e le barche dei pescatori che dondolano a un metro: gamberi locali, polpo alla griglia, pesce del giorno pescato lì davanti e una bottiglia di assyrtiko ghiacciato. È il rito serale delle Cicladi nella sua forma più pura — luce calda, mare nero, ouzo per chiudere. Domani si lascia Paros per l'ultima e più spettacolare tappa: il traghetto verso Santorini e la sua caldera.

Giorno 9 — Traghetto per Santorini

Traghetto verso sud fino a Santorini: l'arrivo nel porto sotto la scogliera vulcanica è già un'emozione. Sistemazione a Fira, il capoluogo aggrappato all'orlo della caldera, e prima sera con la passeggiata panoramica fino a Firostefani.

  • ✈️ Porto di Parikia → Santorini — Porto di Athinios, Santorini
  • 📍 Fira — Santorini non è un'isola, è il bordo di un vulcano esploso 3.600 anni fa: la caldera è la voragine sommersa, e Fira è il capoluogo appeso a 300 metri sul suo orlo. Si cammina lungo il sentiero panoramico tra cupole azzurre, hotel scavati nella roccia e terrazze a strapiombo sul blu, con la falesia che precipita nel mare scurissimo e le isolette vulcaniche al centro. La passeggiata da Fira a Firostefani e Imerovigli è una delle più belle di Grecia: ad ogni curva si apre una vista nuova. Al tramonto tutta la caldera si tinge di rosa: ci si ferma su una terrazza e si guarda.
  • 🏨 Kavalari Hotel — Fira, Santorini

Giorno 10 — Oia e la crociera nella caldera

Crociera in barca dentro la caldera: il vulcano fumante di Nea Kameni, le sorgenti termali e le isolette. Nel tardo pomeriggio si sale a Oia, il villaggio delle cupole blu, per il tramonto più fotografato del Mediterraneo.

  • 🎯 Nea Kameni — Il modo migliore per capire Santorini è entrarci dentro: una barca a vela o un caicco salpa dal porto vecchio e naviga nella caldera fino all'isolotto nero di Nea Kameni, il cuore del vulcano ancora attivo. Si sale a piedi sul cratere fumante tra le rocce laviche, si sente l'odore di zolfo e si guarda la caldera dall'interno, con le scogliere bianche dei villaggi tutt'intorno. Poco lontano, le sorgenti termali di Palea Kameni, dove ci si tuffa nell'acqua color ruggine riscaldata dal vulcano. Le crociere del pomeriggio finiscono al largo per il tramonto: ma oggi si scende prima, per vivere Oia da terra.
  • 📍 Oia — All'estremità nord dell'isola, Oia è la Santorini delle cartoline: case bianche e cupole blu intagliate nella scogliera, mulini a vento, viuzze di marmo e una luce che al tramonto diventa irreale. È bellissima e lo sa: la sera arrivano i pullman e tutti si accalcano verso il vecchio castello bizantino per 'il' tramonto. Il trucco è arrivare prima, perdersi nei vicoli laterali — dove gli scorci sono altrettanto belli ma deserti — e magari scendere i 300 gradini fino al porticciolo di Amoudi Bay. Quando il sole affonda nell'Egeo, anche con la folla, è una di quelle cose che si ricordano per sempre.
  • 🍽️ Amoudi Bay — Trecento gradini sotto Oia, a filo d'acqua, il porticciolo di Amoudi è il rovescio segreto dello sfarzo di lassù: una manciata di taverne di pesce costruite sulla roccia rossa, i tavoli quasi nell'onda e il pesce esposto su ghiaccio scelto a vista. Polpo steso ad asciugare al sole, gamberi, l'aragosta con la pasta: si cena con i piedi quasi a mollo mentre il cielo finisce di spegnersi dietro Thirassia. Si può scendere a piedi o in scooter; per risalire, gambe o un taxi. Domani l'ultimo giorno pieno: le rovine di Akrotiri e il vino vulcanico.

Giorno 11 — Akrotiri, l'Antica Thera e il vino

Ultimo giorno pieno tra storia e sapori: la città dell'età del bronzo di Akrotiri, sepolta e conservata dall'eruzione, le spiagge vulcaniche rosse e nere, e una cantina per assaggiare l'Assyrtiko, il vino che cresce a spirale sulla cenere. Sera d'addio sulla caldera.

  • 📍 Akrotiri — La 'Pompei dell'Egeo': una città minoica dell'età del bronzo, fiorente 3.600 anni fa, sepolta di colpo dalla stessa eruzione che creò la caldera — e per questo conservata in modo prodigioso sotto la cenere. Si cammina su passerelle coperte tra case a tre piani con le finestre intatte, strade, sistemi fognari avanzatissimi e grandi giare ancora in posto. Non sono stati trovati scheletri: gli abitanti fecero in tempo a fuggire. Gli affreschi più belli sono al museo di Fira. Un'ora che lascia storditi. All'uscita, le spiagge vulcaniche sono a pochi minuti.
  • 📍 Spiaggia Rossa (Red Beach) — A pochi minuti da Akrotiri, una falesia di lava rosso ruggine precipita su una mezzaluna di sabbia e ciottoli rossi, lambita da un'acqua di un blu così intenso da sembrare finto: la Red Beach è una delle immagini più surreali di Santorini. Il contrasto del rosso col mare vale la breve camminata sul sentiero (occhio alle frane: ci si ferma dove è sicuro). Per chi vuole solo nuotare, le vicine spiagge nere di Perissa e Perivolos, sull'altro versante, hanno sabbia vulcanica fine e tutti i servizi. Un bagno, un pranzo leggero e poi si sale tra i vigneti.
  • 🎯 Santo Wines — Santorini fa un vino unico al mondo: la vite cresce attorcigliata a terra in cesti di tralci, il 'kouloura', per proteggere l'uva dal vento e catturare l'umidità della notte, su una terra che è solo cenere e pomice. Ne nasce l'Assyrtiko, bianco minerale e affilato, e il dolce Vinsanto da uve appassite. La cantina Santo Wines, in cooperativa, ha la terrazza più scenografica dell'isola, a picco sulla caldera: si degustano cinque o sei calici al tramonto, con i crostini al pomodorino di Santorini e la falesia che si tinge d'oro. È l'aperitivo d'addio perfetto. La cena, stasera, è dove vi porta il cuore.

Giorno 12 — Rientro da Santorini

Mattina con calma, colazione vista caldera e ultimo giro tra i vicoli bianchi prima del volo di rientro. Da Santorini ci sono voli diretti per l'Italia in estate, oppure uno scalo veloce ad Atene.

  • ✈️ Santorini — Aeroporto di Milano Malpensa (MXP)

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