Programma giorno per giorno dell'itinerario di 8 giorni in Napoli, Pompei, Capri e la Costiera Amalfitana.
Giorno 1 — Arrivo a Napoli
Si atterra e si entra subito nel vivo: la spaccatura dritta del centro antico, i presepi di San Gregorio Armeno e la pizza nel posto dove è nata.
- ✈️ Napoli — Aeroporto di Napoli Capodichino (NAP)
- 📍 Spaccanapoli — Vista dall'alto è una fenditura perfettamente dritta che taglia in due il centro antico: camminarla è entrare nella macchina del tempo di Napoli — il decumano greco-romano diventato sfilata di chiese barocche, friggitorie, librerie e motorini che sfiorano i gomiti. Deviazione obbligata in via San Gregorio Armeno, dove i maestri presepiai scolpiscono pastori tutto l'anno, e in piazza San Domenico per la sfogliatella da Scaturchio. A cena vi aspetta una certezza: la via dei pizzaioli è a tre minuti.
- 🍽️ Gino e Toto Sorbillo — Via dei Tribunali è la via sacra della pizza e Sorbillo il suo nome più famoso: impasto alto e morbido, pomodoro San Marzano, fior di latte dei Monti Lattari, forno a legna che non si ferma mai. La fila fuori fa parte del rito — si lascia il nome e si aspetta tra i motorini con una birra. Chi non vuole aspettare ripiega sulla storica Di Matteo, cinquanta metri più avanti, con la pizza fritta. Poi quattro passi per smaltire e a dormire: domani Napoli fa sul serio.
- 🏨 Hotel Piazza Bellini & Apartments — Centro storico, Napoli
Giorno 2 — Napoli monumentale
I tesori di Pompei al Museo Archeologico, il marmo impossibile del Cristo Velato, la piazza più grande della città e il tramonto sul lungomare con Castel dell'Ovo.
- 📍 Museo Archeologico Nazionale di Napoli — Tutto quello che a Pompei non c'è più è qui: i mosaici della Casa del Fauno con la battaglia di Alessandro, gli affreschi strappati alle ville sepolte, il Toro e l'Ercole Farnese, il Gabinetto Segreto con l'arte erotica che scandalizzò i Borbone. Vederlo PRIMA degli scavi cambia la visita: domani, camminando tra le case vuote, saprete esattamente cosa le riempiva. Due ore abbondanti, poi si scende verso il mare lungo via Toledo, fermandosi a metà strada da un genio del marmo.
- 📍 Cappella Sansevero — Una cappella piccola come un salotto e dentro il pezzo di marmo più sbalorditivo d'Italia: il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, col sudario che sembra bagnato e appoggiato davvero sul corpo — per secoli si è mormorato che il principe alchimista di Sansevero avesse 'marmorizzato' un velo vero. Attorno, la Pudicizia, il Disinganno con la sua rete scolpita e le inquietanti macchine anatomiche in cripta. Biglietti solo online e a orario: prenotate giorni prima. Usciti, pranzo veloce e via Toledo vi porta dritti alla piazza dei re.
- 📍 Piazza del Plebiscito — L'emiciclo di San Francesco di Paola abbraccia la piazza più grande di Napoli, col Palazzo Reale di fronte e il caffè Gambrinus all'angolo — qui il rito è il caffè sospeso: se ne pagano due, uno resta per chi verrà dopo. Accanto, la Galleria Umberto I con la sua cupola di ferro e vetro fa concorrenza a Milano. Dalla piazza si scende in cinque minuti al mare: il lungomare di via Caracciolo aspetta solo il tramonto.
- 📍 Castel dell'Ovo — Il castello più antico di Napoli galleggia sull'isolotto di Megaride, dove sbarcarono i greci e dove — dice la leggenda — Virgilio nascose l'uovo magico che regge la città: se si rompe, Napoli cade. Dal molo del borgo marinari la vista al tramonto è la più napoletana che esista: il Vesuvio viola sullo sfondo, i pini, le barche. Cena di pesce ai tavolini del borgo o pizza da asporto sul muretto. Domani si parte presto: la Circumvesuviana corre verso la città sepolta.
Giorno 3 — Pompei e Sorrento
Valigie in mano e Circumvesuviana: mattinata intera tra le rovine di Pompei, poi si prosegue sulla stessa linea fino a Sorrento, base per i prossimi quattro giorni.
- ✈️ Napoli Porta Nolana → Pompei Scavi - Villa dei Misteri — Stazione Circumvesuviana, Pompei
- 📍 Scavi di Pompei — Nessun sito archeologico al mondo racconta la vita romana così: si cammina sui basoli segnati dai carri tra panetterie coi forni ancora in piedi, termopoli con i banconi affrescati, la villa dei Misteri col suo rosso impossibile, i calchi delle vittime sorprese dall'eruzione. Quattro ore volano: entrate da Porta Marina all'apertura, puntate subito a Villa dei Misteri e al Foro, scaricate la mappa — la città è davvero una città. A metà pomeriggio si torna in stazione: la stessa linea, mezz'ora di gallerie e agrumeti, e si sbuca a Sorrento.
- 📍 Piazza Tasso — Il salotto di Sorrento è sospeso sul vallone dei Mulini: da un lato i caffè e le carrozzelle, dall'altro lo strapiombo verde col mulino abbandonato in fondo. Da qui ci si infila in via San Cesareo, stretta tra botteghe di limoni, intarsi di legno e limoncello in degustazione libera, fino al belvedere della Villa Comunale per il tramonto sul golfo col Vesuvio davanti. Cena con gli gnocchi alla sorrentina e a letto presto: domattina il traghetto molla gli ormeggi per l'isola delle isole.
- 🏨 Hotel Del Corso — Centro, Sorrento
Giorno 4 — Capri
Traghetto del mattino e giro dell'isola in barca con la Grotta Azzurra, poi la funicolare per la Piazzetta e i Giardini di Augusto a picco sui faraglioni. Rientro col traghetto della sera.
- ✈️ Porto di Sorrento → Capri — Porto di Marina Grande, Capri
- 🎯 Giro dell'isola di Capri in barca — Due ore di barca attorno all'isola: i faraglioni da sotto, passando nell'arco di mezzo se il mare lo permette, la Grotta Bianca, le ville degli anni Sessanta aggrappate alla roccia e infine la fila di barchette a remi davanti alla Grotta Azzurra — ci si sdraia sul fondo per entrare dal varco basso, e dentro l'acqua si accende di un blu elettrico che nessuna foto restituisce (ingresso a parte, si paga al barcaiolo). Tornati a Marina Grande, la funicolare sale in cinque minuti al cuore mondano dell'isola.
- 📍 Piazzetta di Capri — Quattro caffè coi tavolini incastrati in una piazza grande come un cortile, il campanile con l'orologio di maiolica, e da sempre il rito di guardare chi passa: la Piazzetta è il teatro di Capri. Pranzo con una caprese dove la caprese è nata, poi via Camerelle per le vetrine e i sandali su misura. Da lì, dieci minuti di passeggiata tra i bouganville e si arriva al balcone più famoso del Tirreno: i Giardini di Augusto.
- 📍 Giardini di Augusto — Terrazze fiorite a strapiombo sul mare con la vista che ha fatto la fortuna dell'isola: i faraglioni da un lato, la baia di Marina Piccola dall'altro e sotto i tornanti impossibili di via Krupp che serpeggiano fino all'acqua. Il biglietto costa quanto un caffè e si resta quanto si vuole. Chi ha gambe ed energia sale ad Anacapri per la seggiovia del Monte Solaro; gli altri scendono pigramente verso il porto. Il traghetto della sera riporta a Sorrento col sole basso sul golfo: domani, Positano.
Giorno 5 — Positano
Il traghetto costeggia la Costiera fino al borgo più fotografato d'Italia: scalinate, boutique, la spiaggia coi mosaici della Chiesa dell'Assunta e l'aperitivo al tramonto.
- ✈️ Porto di Sorrento → Positano — Pontile di Positano, Spiaggia Grande
- 📍 Chiesa di Santa Maria Assunta, Positano — La cupola di maioliche verdi e gialle è il faro di Positano, e attorno le si arrampica tutto il paese: si sale senza meta tra scalinate, archi di bouganville, atelier di moda mare (la 'moda Positano' nacque qui negli anni Sessanta) e botteghe di ceramica, voltandosi a ogni curva perché la vista cambia e migliora. Dentro la chiesa, la Madonna nera bizantina che secondo la leggenda gridò 'posa, posa' ai marinai saraceni, dando il nome al paese. Poi si scende: la spiaggia è in fondo a ogni scala.
- 📍 Spiaggia Grande, Positano — Trecento metri di ciottoli scuri e ombrelloni arancioni col paese verticale alle spalle: si pranza nei ristoranti sulla sabbia con gli spaghetti alle vongole, si fa il bagno guardando le case salire in cielo, e chi vuole sgranchirsi prende il sentiero a picco sul mare verso la spiaggia di Fornillo, più tranquilla, dieci minuti di passerella tra le agavi. L'acqua è subito profonda e incredibilmente blu. Verso le sei, il rito finale: un tavolino alto sopra la spiaggia per il tramonto.
- 🍽️ Franco's Bar — Il bar a cielo aperto del Sirenuse è il posto dove Positano viene a guardarsi: cocktail scenografici, limoni giganti sui tavoli e la cupola dell'Assunta che si accende sotto di voi mentre il cielo passa dall'oro al rosa. Niente prenotazioni: si arriva presto e ci si mette in fila, ne vale la pena anche solo per un calice. In alternativa, l'aperitivo low cost è una birra sul molo. Poi l'ultimo traghetto o il bus riportano a Sorrento: domani la Costiera dà il bis con Amalfi e Ravello.
Giorno 6 — Amalfi e Ravello
Il bus della Statale 163 fino ad Amalfi col duomo arabo-normanno, poi su a Ravello per Villa Rufolo e la Terrazza dell'Infinito di Villa Cimbrone. Rientro a Sorrento in serata.
- ✈️ Sorrento → Amalfi — Piazza Flavio Gioia, Amalfi
- 📍 Duomo di Amalfi — Sessantadue gradini salgono dalla piazza alla facciata d'oro e mosaico del duomo di Sant'Andrea, con le porte di bronzo fuse a Costantinopoli quando Amalfi era una repubblica marinara che dettava legge sul Mediterraneo. Dentro, il Chiostro del Paradiso con le sue colonnine arabe è un angolo d'Oriente. Fuori, il paese profuma di limoni: assaggiate una delizia al limone e curiosate nei vicoli dove si fabbricava la carta a mano. Poi alla fermata del bus: si sale a Ravello, trecento metri sopra il mare.
- 📍 Villa Rufolo — La torre moresca sulla piazza di Ravello nasconde i giardini che folgorarono Wagner — 'il giardino incantato di Klingsor esiste!' — e che oggi ospitano d'estate i concerti del Ravello Festival, con l'orchestra su un palco a sbalzo sul vuoto. Dai terrazzi fioriti la costa si srotola fino a Capo d'Orso, coi pini ad ombrello in primo piano: è una delle viste più dipinte e fotografate d'Italia. E dieci minuti di vicoli più in là, ce n'è una che riesce perfino a superarla.
- 📍 Villa Cimbrone — In fondo al viale di Villa Cimbrone, oltre il tempietto di Cerere, la Terrazza dell'Infinito si protende nel vuoto con la sua fila di busti di marmo sbiancati dal sole: sotto, trecento metri di strapiombo; davanti, solo mare e cielo che si confondono. Gore Vidal, che visse a Ravello trent'anni, la definì la vista più bella del mondo. Si rientra ad Amalfi e poi a Sorrento col bus, storditi di blu. Domani ultima carta della Campania: il vulcano che ha scritto questa storia.
Giorno 7 — Vesuvio ed Ercolano
Si lascia Sorrento: salita al cratere del Vesuvio con tutto il golfo ai piedi, poi gli scavi di Ercolano coi legni e i colori intatti. Ultima notte a Napoli con cena nei Quartieri Spagnoli.
- 📍 Gran Cono del Vesuvio — Da Sorrento, Circumvesuviana fino a Ercolano Scavi e poi navetta Vesuvio Express fino a quota mille: da lì mezz'ora a piedi su ghiaia lavica e si è sull'orlo del cratere, duecento metri di voragine che ancora fuma dalle fumarole. La vista è doppia: dentro, la gola del vulcano; fuori, tutto il golfo da Capri a Capo Miseno con Napoli stesa ai piedi del suo gigante addormentato. Biglietti del parco solo online, a fascia oraria. Si riscende a valle con la stessa navetta: la prossima fermata è sepolta sotto venti metri di fango pietrificato.
- 📍 Parco Archeologico di Ercolano — Più piccola di Pompei ma conservata meglio: il fango bollente che seppellì Ercolano sigillò anche ciò che altrove bruciò — travi di legno carbonizzate, porte, mobili, i colori vivi degli affreschi e la trama dei mosaici della Casa di Nettuno. Si visita in due ore camminando a dodici metri sotto il livello della città moderna che le cresce letteralmente sopra; ai vecchi magazzini del porto, gli scheletri dei fuggitivi raccontano l'ultima notte. Poi Circumvesuviana verso Napoli per l'ultima serata: stasera si cena come si deve, nei Quartieri.
- 🍽️ Trattoria da Nennella — Nei Quartieri Spagnoli, tra i panni stesi e i murales di Maradona, Nennella è da settant'anni teatro puro: camerieri che cantano, frutta servita nel bidet (di plastica, nuovo), menù fisso che cambia ogni giorno — pasta e patate con la provola, genovese, friarielli e salsiccia. Si aspetta fuori in una calca allegra finché non urlano il vostro nome. È la chiusura giusta per il viaggio: Napoli che ride. Domattina, sfogliatella e aeroporto.
- 🏨 Hotel Il Convento — Centro storico, Napoli
Giorno 8 — Sfogliatella e rientro
Colazione con la sfogliatella calda più famosa della città, a due passi dalla stazione, poi l'Alibus per Capodichino. Si riparte con le valigie profumate di limoni.
- 🍽️ Sfogliatella Attanasio — Dal 1930, in un vicolo dietro la stazione, il forno di Attanasio sforna sfogliatelle a ciclo continuo: la riccia, croccante a mille veli, e la frolla, morbida, entrambe ripiene di ricotta, semola e canditi all'arancia, servite così calde che bisogna aspettare per il primo morso. La fila scorre veloce e profuma di forno. Una al banco e una scorta per il viaggio, poi l'Alibus davanti alla stazione vi porta a Capodichino in venti minuti.
- ✈️ Napoli — Aeroporto di Milano Linate (LIN)