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Polonia: Cracovia, Varsavia e Danzica

Il grand tour, da Cracovia ai monti Tatra, da Varsavia al Baltico di Danzica

14 giorni

Il grande giro della Polonia, un Paese sorprendente e ancora poco battuto. Si parte da Cracovia medievale, con le gite alla memoria di Auschwitz e alla miniera di sale di Wieliczka, si sale tra i monti Tatra a Zakopane, si attraversa la colorata Breslavia dei nani, si arriva a Varsavia, rasa al suolo e rinata, e si chiude sul Baltico tra il castello di Malbork, la signorile Danzica e il molo di Sopot. Storia, memoria, natura e città vive.

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Polonia: Cracovia, Varsavia e Danzica — Polonia

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Giorno 1 di 14

Arrivo a Cracovia

L'antica capitale dei re

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Costi aggiuntivi

Spese non incluse nelle singole tappe

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Programma completo dell'itinerario

Programma giorno per giorno dell'itinerario di 14 giorni in Cracovia, Tatra, Breslavia, Varsavia e Danzica.

Giorno 1 — Arrivo a Cracovia

Atterraggio a Cracovia, la città più amata della Polonia: scampata alle distruzioni della guerra, ha conservato intatto il suo cuore medievale.

  • ✈️ Cracovia — Aeroporto Giovanni Paolo II di Cracovia-Balice (KRK)
  • 📍 Rynek Glowny — Il Rynek Glowny è la più grande piazza medievale d'Europa (200 metri di lato) e il salotto di Cracovia: al centro il lungo edificio rinascimentale del Mercato dei Tessuti, attorno palazzi, caffè con i tavolini all'aperto, carrozze a cavalli e la torre del vecchio Municipio. Ogni ora, dalla torre della basilica, una tromba suona l'hejnal e si interrompe di colpo, in ricordo del trombettiere medievale. Ci si siede per il primo assaggio dell'atmosfera, prima di una cena polacca.
  • 🏨 Hotel Wielopole — Centro storico (Stare Miasto), Cracovia

Giorno 2 — Cracovia, il cuore reale

Un giorno intero nel centro storico patrimonio UNESCO: la basilica gotica, lo storico mercato dei tessuti e la collina dei re polacchi.

  • 📍 Basilica di Santa Maria — La Basilica di Santa Maria, in mattoni rossi, domina la piazza con le sue due torri diseguali. L'interno toglie il fiato: una volta blu stellata e, soprattutto, l'enorme pala d'altare di Veit Stoss, capolavoro gotico in legno di tiglio scolpito e dipinto, aperto solennemente ogni mattina. Dalla torre più alta parte la tromba dell'hejnal. Si esce e ci si trova davanti al lungo edificio del mercato, nel mezzo della piazza.
  • 📍 Sukiennice — Il Sukiennice, il Mercato dei Tessuti, è il simbolo commerciale di Cracovia da quasi mille anni: una lunga galleria rinascimentale con i banchi che oggi vendono ambra del Baltico, scatole intagliate e souvenir. Al piano di sopra, una bella galleria di pittura polacca dell'Ottocento. Sotto i portici si respira la storia mercantile della città. Da qui ci si incammina verso sud, lungo la via Grodzka, fino alla collina sacra dei polacchi.
  • 📍 Collina del Wawel — La collina del Wawel è il luogo più sacro alla Polonia: vi sorgono il Castello Reale rinascimentale, residenza dei re per cinque secoli, e la Cattedrale dalle cupole dorate, dove i sovrani venivano incoronati e sepolti. Si visitano gli appartamenti regali, la cripta dei grandi di Polonia e, per i più audaci, la grotta del drago del Wawel che secondo la leggenda terrorizzava la città. Dall'alto si domina la Vistola. Si scende per il pranzo nel centro.
  • 🍽️ Pierogarnia Krakowiacy — Pausa pranzo con il piatto nazionale: i pierogi, i ravioli polacchi, serviti ripieni di patate e formaggio (ruskie), di carne, di funghi o, nella versione dolce, di frutti di bosco. Accanto, le zuppe simbolo del Paese: lo zurek acidulo nel pane e il barszcz di barbabietola. È la cucina casalinga che gli emigrati polacchi hanno reso famosa nel mondo. Sazi, si torna a passeggiare tra le vie del centro fino a sera.

Giorno 3 — Auschwitz-Birkenau e Kazimierz

Una giornata di memoria al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, poi il ritorno a Cracovia nel quartiere ebraico di Kazimierz.

  • 🎯 Auschwitz-Birkenau — A un'ora e mezza da Cracovia, il Memoriale e Museo di Auschwitz-Birkenau è il luogo simbolo della Shoah: qui furono uccise oltre un milione di persone. La visita, guidata e silenziosa, attraversa il campo di Auschwitz I con la scritta 'Arbeit macht frei' e le baracche-museo, e l'immensa distesa di Birkenau con i binari e le rovine delle camere a gas. È un'esperienza dura ma necessaria. L'ingresso è gratuito ma va prenotato con largo anticipo. Si rientra a Cracovia in silenzio e ci si raccoglie nel cuore ebraico della città.
  • 📍 Kazimierz — Kazimierz è stato per secoli il quartiere ebraico di Cracovia: vi sopravvivono sette sinagoghe, il vecchio cimitero e le piazze raccolte attorno a Ulica Szeroka. Dopo decenni di abbandono è rinato come zona più alternativa e vivace della città, fra gallerie, locali bohémien e street art; qui Spielberg girò molte scene di 'Schindler's List'. Una passeggiata al tramonto tra storia e vita nuova. Per cena, il posto giusto è la piazza dei panini caldi.
  • 🍽️ Plac Nowy — Plac Nowy, la piazza tonda al centro di Kazimierz, ospita nel vecchio chiosco circolare la patria della zapiekanka: una mezza baguette gratinata con funghi, formaggio e una pioggia di condimenti, lo street food preferito dai cracoviani da fine serata. Costa pochi zloty e si mangia in piedi tra i banchi. Atmosfera giovane e genuina. Si rientra a piedi in hotel: domani si scende sottoterra, nella miniera di sale.

Giorno 4 — La miniera di sale e la fabbrica di Schindler

La spettacolare miniera di sale di Wieliczka, patrimonio UNESCO, e il museo nella fabbrica di Oskar Schindler.

  • 🎯 Miniera di sale di Wieliczka — A mezz'ora da Cracovia, la miniera di sale di Wieliczka è una delle meraviglie sotterranee del mondo, scavata per sette secoli: oltre 300 scalini portano in un labirinto di cunicoli, laghi salati e camere intagliate interamente nel sale, fino alla strabiliante Cappella di Santa Kinga, una vera chiesa con lampadari, altari e bassorilievi scolpiti nel salgemma dai minatori. L'aria salina fa bene ai polmoni. Risaliti alla luce, si torna verso Cracovia, dove un museo racconta una storia di coraggio.
  • 📍 Fabbrica di Schindler — La fabbrica di smalti di Oskar Schindler, l'industriale tedesco che salvò oltre mille ebrei impiegandoli nel suo stabilimento, ospita oggi un museo intenso e moderno sulla Cracovia sotto l'occupazione nazista (1939-1945). Non è un museo su Schindler ma sulla vita quotidiana della città in quegli anni, raccontata con ricostruzioni immersive, foto e testimonianze. Esce con il cuore pieno. Per la sera, ultima passeggiata nella piazza grande prima di lasciare Cracovia.

Giorno 5 — Zakopane, la capitale dei Tatra

Si scende verso il confine slovacco, ai piedi dei monti Tatra, nel più celebre villaggio di montagna della Polonia.

  • 📍 Krupowki — Zakopane è la capitale invernale della Polonia, ai piedi dei monti Tatra. La sua via principale, Krupowki, è una passeggiata pedonale piena di chalet in legno, bancarelle, ristoranti tipici e negozi di prodotti dei montanari goral: formaggi affumicati di pecora, lana, intagli. Tutt'intorno, le case in legno in stile zakopiański, inventato qui a fine Ottocento. Si respira aria di montagna e tradizione. Dopo pranzo si sale su una delle colline che dominano il paese.
  • 📍 Gubalowka — Una funicolare storica sale in pochi minuti sulla cresta del Gubalowka, la collina che fa da balcone su Zakopane: da lassù, lungo un sentiero pieno di bancarelle e chioschi, si gode il panorama più bello sull'intera catena dei Tatra, le vette più alte tra la Polonia e la Slovacchia, spesso ancora innevate. Al tramonto la luce è magica. Si scende per la sera a Zakopane; domani la grande escursione al lago più bello dei Tatra.
  • 🏨 Villa Vita Krupowki — Centro, Zakopane

Giorno 6 — Morskie Oko, l'Occhio del Mare

L'escursione classica dei Tatra al lago glaciale di Morskie Oko, incastonato tra le vette più alte della catena.

  • 🎯 Morskie Oko — Morskie Oko, l''Occhio del Mare', è il lago più grande e celebre dei monti Tatra: un grande specchio d'acqua verde-smeraldo incastonato in un anfiteatro di cime che superano i 2.000 metri, dentro il Parco Nazionale. Dal parcheggio si percorre a piedi una comoda strada asfaltata di circa 9 km (due ore, o in carrozza trainata da cavalli) immersa nella foresta, fino a sbucare sul lago con il rifugio sulla riva. Lo scenario è di pura quiete alpina. Si rientra a Zakopane per l'ultima cena montanara.
  • 🍽️ Karczma Zapiecek — La sera, cena in una karczma, la tipica taverna goral di Zakopane: travi di legno, pelli, musica dal vivo e i sapori robusti della montagna polacca. Da provare l'oscypek, il formaggio di pecora affumicato a forma di fuso, servito grigliato con marmellata di mirtilli rossi, le zuppe calde e gli arrosti. Un brindisi con la grzaniec, il vin brulé locale. Domani lunga tappa di trasferimento verso ovest, alla colorata Breslavia.

Giorno 7 — Breslavia, la città dei nani

Trasferimento verso ovest, sulla Bassa Slesia, fino alla vivace e colorata Breslavia, attraversata dai canali dell'Oder.

  • 📍 Rynek Wroclaw — Il Rynek di Breslavia è una delle piazze più allegre della Polonia: case borghesi dalle facciate dipinte a tinte pastello, il grande Municipio gotico al centro e una folla di caffè e birrerie. Breslavia, distrutta e ricostruita, è una città giovane e universitaria, attraversata da bracci dell'Oder e da oltre cento ponti. Cercate ai piedi delle case i celebri nani di bronzo, simbolo della città. Si cena in piazza; domani la si scopre a fondo.
  • 📍 Nani di Breslavia — I krasnale, i nanetti di bronzo alti pochi centimetri sparsi per Breslavia, sono nati come simbolo ironico della resistenza pacifica al regime comunista negli anni Ottanta. Oggi sono oltre 800 e fanno la felicità dei bambini: il pompiere, il sordomuto, quello che spinge una palla, quello al bancomat. Cercarli è una caccia al tesoro che porta a scoprire angoli nascosti della città. Una passeggiata leggera prima di cena. Domani la cattedrale e l'isola sull'Oder.
  • 🏨 Art Hotel Wroclaw — Centro (Stare Miasto), Wroclaw

Giorno 8 — Breslavia tra isole e cattedrali

Una giornata tra l'antica isola della cattedrale, i ponti sull'Oder e un capolavoro dell'architettura del Novecento.

  • 📍 Ostrow Tumski — Ostrow Tumski, l'Isola della Cattedrale, è la parte più antica di Breslavia, dove la città nacque oltre mille anni fa. Si attraversa il romantico Ponte Tumski, coperto di lucchetti, e ci si trova tra vie acciottolate, palazzi ecclesiastici e la maestosa Cattedrale di San Giovanni Battista, dalle cui torri (con ascensore) si gode il panorama. La sera i lampioni a gas vengono accesi a mano da un lampionaio. Un angolo fuori dal tempo. Poi ci si sposta verso est, a un monumento moderno.
  • 📍 Hala Stulecia — La Hala Stulecia, la Sala del Centenario, è un capolavoro del primo cemento armato (1913) e patrimonio UNESCO: una cupola enorme che all'epoca era la più grande del mondo, ancora usata per concerti ed eventi. Davanti, la grande fontana multimediale e il padiglione a pergolato dove passeggiare. È la Breslavia moderna e ariosa. Si torna verso il centro per un pranzo tardo e l'ultima sera in città; domani si punta sulla capitale, Varsavia.

Giorno 9 — Varsavia, la fenice

Treno verso la capitale: Varsavia, rasa al suolo nella guerra e ricostruita pietra su pietra, è il simbolo della rinascita polacca.

  • 📍 Rynek Starego Miasta — La piazza del Mercato della Città Vecchia di Varsavia sembra antica di secoli, ma è un miracolo di ricostruzione: rasa al suolo dai nazisti nel 1944, fu ricostruita identica dai varsaviani usando i dipinti del Settecento come guida, tanto da meritare l'UNESCO. Case color pastello, la sirenetta di bronzo simbolo della città, caffè e ristoranti. Una storia di orgoglio e rinascita. A due passi si erge il castello dei re.
  • 📍 Castello Reale di Varsavia — Il Castello Reale, sulla Piazza del Castello, fu per secoli la residenza dei re di Polonia e sede del primo Parlamento. Anch'esso distrutto nel 1944 e ricostruito tra mille difficoltà fino agli anni Ottanta, oggi ospita appartamenti regali sfarzosi, la Sala del Trono e una collezione che comprende due Rembrandt. Davanti, la colonna di re Sigismondo, il monumento più antico della città. Si cena nella Città Vecchia; domani Varsavia si scopre lungo la sua via reale.
  • 🏨 Motel One Warsaw-Chopin — Centro / Città Vecchia, Varsavia

Giorno 10 — Varsavia, la via reale

Una giornata lungo la storica Via Reale, dalle vie eleganti del centro al grande parco dei re con i suoi palazzi e i concerti di Chopin.

  • 📍 Krakowskie Przedmiescie — La Via Reale parte dalla Città Vecchia e scende elegante verso sud lungo Krakowskie Przedmiescie: palazzi nobiliari, chiese barocche, l'Università, il monumento a Copernico e caffè storici come l'A.Blikle, patria del paczek, il bombolone polacco. Sotto le chiese, urne con il cuore di Chopin. È la passeggiata più signorile della capitale. Continuando verso sud si arriva al grande parco reale.
  • 📍 Parco Lazienki — Il Parco Lazienki è il polmone verde più bello di Varsavia: ottanta ettari di viali, laghetti, pavoni e scoiattoli, con al centro il Palazzo sull'Acqua, elegante residenza estiva dell'ultimo re di Polonia. Sotto il grande monumento a Chopin, la domenica d'estate si tengono concerti gratuiti di pianoforte all'aperto. È il luogo perfetto per rallentare. Si rientra in centro per la cena; domani Varsavia mostra la sua storia più dura.
  • 🍽️ Zapiecek Polskie Pierogarnie — Cena in una delle pierogarnie storiche di Nowy Swiat, l'animata via dello struscio varsaviano: pierogi di ogni gusto, golabki (involtini di cavolo ripieni), bigos (lo stufato di crauti e carne, piatto nazionale) e kotlet schabowy, la cotoletta di maiale. Cucina polacca generosa in un'atmosfera vivace. Domani una giornata di memoria e modernità: il museo degli ebrei polacchi e quello della rivolta.

Giorno 11 — Varsavia, memoria e città

Una giornata tra i grandi musei della memoria di Varsavia e la vista dall'alto dal grattacielo simbolo dell'era sovietica.

  • 📍 Museo POLIN — Il POLIN, Museo della Storia degli Ebrei Polacchi, sorge nel cuore del vecchio ghetto e racconta mille anni di presenza ebraica in Polonia, una delle più importanti del mondo, attraverso un percorso multimediale tra i più premiati d'Europa. Non solo l'Olocausto, ma una storia ricchissima di cultura, fede e convivenza. Davanti, il monumento agli Eroi del Ghetto. Profondo e illuminante. Poco distante, un altro museo racconta i 63 giorni dell'insurrezione.
  • 📍 Museo dell'Insurrezione di Varsavia — Il Museo dell'Insurrezione di Varsavia racconta la rivolta del 1944, quando per 63 giorni i partigiani polacchi combatterono i nazisti prima della rappresaglia che rase al suolo la città. È un museo coinvolgente e doloroso, fatto di suoni, armi, lettere, una replica di bombardiere e un film in 3D girato sopra le rovine. Aiuta a capire l'orgoglio ferito di Varsavia. Per chiudere la giornata, si sale sul grattacielo che domina la città.
  • 📍 Palazzo della Cultura e della Scienza — Il Palazzo della Cultura e della Scienza è il grattacielo più alto della Polonia (237 metri), regalo monumentale di Stalin negli anni Cinquanta: i varsaviani lo amano e lo odiano, ma la terrazza al 30° piano offre la miglior vista sulla capitale, con lo skyline moderno che gli è cresciuto attorno. Da qui si capisce quanto Varsavia sia, oggi, una metropoli viva e in corsa. Ultima sera nella capitale; domani si va a nord, nella città di Copernico.

Giorno 12 — Torun, la città di Copernico

Treno verso nord fino a Torun, gioiello gotico sulla Vistola scampato alle guerre, patria di Niccolò Copernico e del pan di zenzero.

  • 📍 Rynek Staromiejski Torun — Torun è una delle poche città polacche scampate alle distruzioni della guerra: il suo centro gotico in mattoni rossi, patrimonio UNESCO, sembra fermo al Medioevo, quando era una ricca città anseatica. Sulla piazza del mercato si affacciano il monumentale Municipio gotico e le case dei mercanti; tutt'intorno, vicoli, mura e chiese sulla Vistola. Si passeggia tra i mattoni rossi. Qui nacque l'uomo che fermò il sole e mosse la Terra.
  • 📍 Casa di Copernico — Nella casa gotica dove nel 1473 nacque Niccolò Copernico, l'astronomo che rivoluzionò la nostra idea dell'universo ponendo il Sole al centro, un piccolo museo ricostruisce la sua vita e l'ambiente borghese dell'epoca. Torun ne ha fatto la sua bandiera, tra statue, planetario e souvenir. La città è orgogliosa del suo genio. Prima di ripartire, ci si concede il dolce simbolo della città.
  • 🍽️ Piernikarnia — Torun è la capitale del pan di zenzero (pierniki): si producono qui da oltre settecento anni, secondo ricette gelosamente custodite, in mille forme glassate o ricoperte di cioccolato. Nelle botteghe del centro e al museo del piernik si può vederne la preparazione e perfino impastarne uno. Profumano di miele e spezie tutta la città. Con una scatola di pierniki in valigia si riparte verso nord, verso il mare e Danzica.
  • 🏨 Hotel Spichrz — Centro storico, Torun

Giorno 13 — Malbork e l'arrivo a Danzica

In viaggio verso il Baltico con sosta al più grande castello in mattoni del mondo, poi l'arrivo nella signorile Danzica.

  • 📍 Castello di Malbork — Il castello di Malbork è il più grande castello in mattoni del mondo e la più vasta fortezza gotica d'Europa, patrimonio UNESCO: fu la capitale dei Cavalieri Teutonici, l'ordine monastico-militare che dominò il Baltico nel Medioevo. Una cittadella di torri, cortili, refettori e cappelle affacciata sul fiume Nogat, da visitare con l'audioguida che ne racconta la storia di guerre e potere. Imponente e affascinante. Ancora un'ora di strada e si arriva sul mare, a Danzica.
  • 📍 Dlugi Targ — Danzica accoglie con la sua via più bella, il Dlugi Targ, il Lungo Mercato: una fila scenografica di case strette dalle facciate riccamente decorate, in stile fiammingo e rinascimentale, frutto della ricchezza della città anseatica sul Baltico. Al centro la Fontana di Nettuno, simbolo della città, e il Municipio con la torre. Anche Danzica fu distrutta e ricostruita fedelmente. Si cena qui, con vista sulle facciate dorate; domani la città dei mercanti e della libertà.
  • 🏨 Hotel Wolne Miasto Old Town Gdansk — Centro (Glowne Miasto), Danzica

Giorno 14 — Danzica e partenza

Ultimo giorno: la città dove nacque Solidarnosc, le vie dell'ambra e un tuffo nel Baltico a Sopot, prima del volo di rientro.

  • 📍 Ulica Mariacka — Ulica Mariacka è la via più fotografata di Danzica: stretta, acciottolata, con le terrazze rialzate davanti alle case e le botteghe degli artigiani dell'ambra, l''oro del Baltico' che qui si lavora da secoli. In fondo si erge l'enorme Basilica di Santa Maria, la più grande chiesa in mattoni del mondo, dalla cui torre si abbraccia tutta la città. Si curiosa tra i gioielli d'ambra. Poi si va dove, in un cantiere navale, è cambiata la storia d'Europa.
  • 📍 Centro Europeo Solidarnosc — Al Centro Europeo Solidarnosc, accanto ai cantieri navali, si racconta la storia del movimento operaio guidato da Lech Walesa che dal 1980 sfidò il regime comunista e diede il via, da qui, alla caduta del muro e alla fine del blocco sovietico. Un museo potente e attuale, davanti al monumento ai lavoratori caduti. Da Danzica è partita la libertà dell'Europa dell'Est. Per il pomeriggio, un saluto al Baltico nella mondana Sopot.
  • 📍 Molo di Sopot — A pochi minuti da Danzica, Sopot è la più elegante località balneare del Baltico polacco: il suo molo di legno, lungo più di mezzo chilometro, è il più lungo d'Europa e si protende sul mare tra ville liberty, la spiaggia e i caffè. Una passeggiata sul molo con il vento del Baltico è il modo perfetto per chiudere il viaggio, prima di rientrare in aeroporto. Con gli occhi pieni di piazze, castelli e mare, il grande giro della Polonia si conclude.
  • ✈️ Danzica — Aeroporto Lech Walesa di Danzica (GDN)

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